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Da maggio 2019 mi trovo a sostenere per il secondo mandato la presidenza di LILA Toscana.

Sono molto contenta che ci sia stato un rinnovo di fiducia da parte dei soci nei miei confronti.

Il lavoro fatto nei primi tre anni è stato molto e faticoso ma anche pieno di soddisfazioni che abbiamo raggiunto con l’impegno che ognuno dei membri del direttivo, dei referenti di aree e dei volontari ha saputo e potuto dare. E devo dire che di energia nella nostra sede ne è arrivata tantissima! Mi sento cresciuta come presidente e come persona e sento aumentate le possibilità intorno a noi. Per questo continueremo a lavorare con costanza e competenza anche in questo mandato. Sono ancora molte le sfide che l’HIV ci pone, come molti i traguardi raggiunti che ci danno forza per promuovere nuove mete, esplorare alleanze e collaborazioni che ci permetteranno di progettare nuove idee e consolidare punti di forza.

Rendere specifiche, articolate e organizzate le nostre attività per poter seguire la complessità che l’evoluzione della quotidianità dell’HIV comporta, sarà la mission di questo nuovo triennio di presidenza che credo debba avere l’onere di traghettare al meglio LILA Toscana sia attraverso le nuove frontiere della prevenzione che nel cambiamento ormai radicale dello scenario dell’infezione da HIV.

Tutto il nostro Staff si sta preparando a offrire accoglienza e risposte che possano affiancare quelle delle Istituzioni, degli Ospedali e degli Enti dell’Azienda Sanitaria preposti alla Salute, ad essere un Servizio vero e proprio in grado di far rete e contribuire alla sistematizzazione delle risorse e il coordinamento degli intenti.

Questo nuovo livello di lavoro ci permetterà di essere vicino alle persone con HIV ma anche alla popolazione generale, di continuare a lottare per il benessere comune e per la promozione della salute pubblica e di avere un’autorevole voce in capitolo nelle iniziative territoriali che dovranno volgere alla capillarizzazione e differenziazione dell’offerta della prevenzione, al sostegno del vivere con l’HIV e all’organizzazione della sua ormai raggiunta cronicità.

Per noi l’HIV è ancora una realtà presente spesso dolorosa, per il potente stigma sociale a cui è associata, e perché non sono ancora sufficientemente ridotte le nuove infezioni. Solo riuscendo a garantire all’HIV la sua giusta percettibilità e collocazione potremo rendere efficaci al massimo prevenzione e cura e crediamo che questa visione delle cose, anziché quella che ci fa restare nella paura, possa realmente portare alla realizzazione di azioni concrete per fermare il virus.

Ringraziamo tutti coloro che vorranno far parte insieme a noi di questa lotta.

Sabrina Bellini